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News

Partono ufficialmente le celebrazioni per il 700° Anniversario del riconoscimento del Casale della Franca Martina


Data inserimento 26-12-2009

Autorità, Signore e Signori, 
nel porgere a tutti voi il saluto mio personale e dell’Amministrazione Comunale di Martina Franca, permettetemi, innanzi tutto, di complimentarmi con i dirigenti, con i funzionari e con tutto il personale del Comune, nonché con tutti i collaboratori della mia Segreteria personale e con i carissimi amici Franco Punzi, presidente del Comitato di Coordinamento delle confraternite locali, e Benvenuto Messia, decano dei fotografi martinesi, entrambi sempre disponibili ad assecondare tutte le iniziative promosse per ribadire l’autenticità culturale della nostra città. 
A tutti questi degni concittadini va riconosciuto il merito di aver voluto, tenacemente e appassionatamente, organizzare l’incontro di questa sera. 
Devo ringraziare, anche, per il contributo d’idee che sapranno proporci i relatori che siedono a questo tavolo, ricordandoli nell’ordine in cui prenderanno la parola: Franco Marangi, dinamico presidente della Confcommercio e stimatissimo amico personale ;  il preside del Liceo Artistico Lisippo professor Montesardo, presidente della commissione giudicatrice per la scelta del logo ufficiale adottato dal Comune per contraddistinguere le iniziative celebrative del Settimo Centenario del riconoscimento istituzionale del Casale della Franca Martina;  l’infaticabile operatore culturale Nico Blasi, prestigioso uomo di cultura e fondatore del Gruppo Umanesimo della Pietra, che da più di un anno si va prodigando in città per ricordare il settecentenario in questione;  l’esimio accademico dei Lincei professor Cosimo Damiano Fonseca, che questa Amministrazione gradirebbe avere come direttore scientifico delle iniziative culturali da intraprendere. 
Molte di queste iniziative sono già state cantierizzate, dalle associazioni, dai club service, dalle confraternite locali e dalle scuole per il cui corposo impegno ringrazio tutti i dirigenti. E non posso trascurare i privati cittadini, fra i quali ricordo l’ingegnoso artigiano del legno Pasquale Brescia, che sta perfezionando il plastico dell’ipotetica configurazione urbanistica della Martina angioina. 
Un saluto ed un ringraziamento alla dottoressa Mary Marangi, responsabile del settore cultura della mia segreteria e coordinatrice di questo convegno. 
Abbiamo voluto promuovere l’incontro di questa sera, intitolandolo Una città - Un popolo - Un progetto, per dare l’avvio ufficiale all’intenso programma di iniziative culturali e no per il settimo centenario della fondazione istituzionale di Martina, a opera del principe di Taranto Filippo I d’Angiò, che ricorerrà il 12 agosto 2010. 
Il primo e più opportuno passo da compiere per questo evento mi è sembrato quello di bandire un pubblico concorso d’idee per l’adozione di un logo comunitario per ricordare l’evento, aperto a tutti i nostri concittadini. 
L’esito non poteva essere più lusinghiero, essendo pervenute in Comune ben 135 opere elaborate da altrettanti martinesi cui porgo i più vivi ringraziamenti. 
Gli elaborati sono stati attentamente valutati da un’apposita commissione giudicatrice presieduta dal preside Montesardo e composta da stimati e competenti concittadini:   Pinuccio Ancona, l’artista che negli anni Settanta per primo ha aperto a Martina una galleria d’arte; il maestro Filippo Cacace, che dirige un’apprezzata scuola d’arte frequentata da giovani e meno giovani pittori;  il professor Antonio Carrisi, promotore in città, sin dagli anni Sessanta, di numerose iniziative d’arte e primo grafico operante a Martina;  il professor Giovanni Liuzzi, storico apprezzato e rigoroso, autore di numerose pubblicazioni scientifiche;  il preside Francesco Semeraro, valente storico dell’arte e saggista di fama nazionale, che da quest’anno è tornato, fortunatamente per noi, nella sua Martina. 
Ed ho il piacere di annunciarvi che l’assessore alla cultura avvocato Elio Greco, anch’egli operatore culturale di alto profilo, curerà personalmente una mostra dedicata alle opere in concorso. 
Ho ritenuto doveroso ricordare l’impegno finora profuso da quanti ho menzionato, perché per tutti i martinesi lo straordinario evento storico che stiamo per vivere deve costituire una sfida per ribadire responsabilmente le valenze della martinesità, per rivalutare l’identità comunitaria e, soprattutto, per assecondare la conclamata vocazione turistico-culturale della nostra città, lanciando, così un forte messaggio alle generazioni venture. 
Occorre, dunque, interagire e non procrastinare più una riflessione collettiva sulle nostre capacità di ripresa e sulle nostre possibilità di sviluppo, riandando al passato e rievocando gli avvenimenti che hanno segnato la nostra storia.  
Per noi la celebrazione di questo prestigioso centenario non sarà certo rituale, né un’esercitazione retorica, perché, perpetuando la memoria storica, ci proporremo di consolidare la consapevolezza collettiva d’essere cittadini responsabili, al di là d’ormai viete ideologie culturali e di logori orientamenti politici. 
Per la nostra città, infatti, quello che ci apprestiamo a vivere dev’essere realmente un anno straordinario, un autentico appuntamento con la Storia, peraltro mai ricordato nei sette secoli di vita comunitaria: un’occasione unica per far parlare nuovamente e in termini positivi e propositivi della città. 
Con l’intento celebrativo del 2010, poi, vogliamo ricordare il fondatore di Martina, il principe di Taranto Filippo I d’Angiò, che, come ha scritto il professor Michele Pizzigallo (autentico numen loci), traducendo il privilegio del 1310, il Casale della Franca Martina [fu] per l’amore dell’opera costruita quasi con le nostre mani, ossia del ridetto principe. 
Ricordo, inoltre, che la fondazione di Martina non è da considerare un episodio limitato alla sfera cittadina, in quanto essa interessò la vita di numerosi centri limitrofi, primo fra tutti Locorotondo, ma, anche, Noci, Monopoli, Taranto, Ostuni, Ceglie, per non parlare dei numerosi casali spopolati, quali Barsento, Casàboli, Genna, Crispiano, Fogliano, Cigliano e tantissimi altri di cui permane solo il ricordo toponomastico e rari resti archeologici. 
Per questo motivo ci sforzeremo di coinvolgere le amministrazioni comunali delle citate città per favorire una stagione di studi e di confronti identitari che interessi un più ampio panorama territoriale.  
Ricordano ancora i professori Fonseca, Pizzigallo, Liuzzi e Andreas Kiesewettwer (Kiesswetter) nelle loro pregevoli opere che Martina è uno dei rari esempi di borgo datato, ossia di città ideata e fondata, fornita di documenti ufficiali del suo lento processo di formazione. 
Tale processo è compreso nell’arco di un cinquantennio: 1305, data dell’avvio della fondazione a opera di Francesco Loffredo di Monteleone, vicario del principe Filippo I d’Angiò;  15 aprile 1359, data del privilegio di concessione del vasto territorio comunale, superiore per estensione a quello attuale, a opera del principe Roberto d’Angiò, figlio di Filippo I. 
Non si tratta, quindi, di celebrare un compleanno, per quanto prestigioso, ma d’impegnare fin d’ora e responsabilmente l’intera città, anno dopo anno, per ricordare le tappe di questo processo fondativo, che, sicuramente, non potranno essere tutte raggiunte dalla mia generazione. 
Dovremo essere capaci, pertanto, di trasmettere ai giovani e ai piccoli martinesi un forte messaggio di continuità ideale del nostro impegno attuale. 
Il 12 agosto 2010 è, ormai, alle porte e, perciò, è necessario risvegliare le coscienze di tutti i martinesi che hanno realmente a cuore il destino della nostra città, creando forti sinergie, al fine di ribadire responsabilmente da dove veniamo e verso dove con fiducia stiamo andando. Grazie.

 

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