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S. Martino e S. Comasia - Consegna dei Ceri nella Basilica di S. Martino
Data inserimento 04-07-2010
Eccellenza Reverendissima,Reverendissimo Monsignor Rettore,Onorevoli Parlamentari,Signori Consiglieri Regionali,Signor Comandante del 16° Stormo,Signor Commissario della Polizia di Stato,Signori Comandanti: la Compagnia della Guardia di Finanza,La Compagnia dei Carabinieri,Il Corpo Forestale dello Stato,Signori Assessori e Consiglieri Comunali,Carissime Concittadine e Carissimi concittadini, E’ preghiera collettiva quella che per lunga e consueta tradizione dà sostanza e significato all’annuale presenza di noi tutti nella Basilica.Ai Santi Patroni veniamo a rendere l’omaggio della Fede comune, che ci viene da molto lontano e che vigorosa sempre si configura nella nostra convinzione. San Martino e Santa Comasia ci aspettano ogni anno in questo tempio, aspettano la nostra devozione comunitaria, aspettano che popolo e istituzioni vengano qui e con unica voce pronuncino una sincera preghiera di lode e di intercessione. Siamo nel settimo centenario del riconoscimento istituzionale del Casale della Franca Martina da parte di Filippo I° d’Angiò, principe di Taranto.Qui, oggi non portiamo la preghiera di un anno ma l’intera devozione della nostra storia pluricentenaria. San Martino e Santa Comasia diano a tutti noi la loro taumaturgica protezione, e la diano in modo speciale al nostro Arcivescovo Metropolita che compie il ventesimo anno di governo pastorale della Diocesi di Taranto. E così, questa sera qui Martina festeggia due vescovi, San Martino che ha operato diciassette secoli fa e Benigno Papa che ci governa nel presente, ognuno a conferma viva della continuità apostolica. L’offerta dei ceri è il segno maiuscolo della devozione ufficiale, in perfetta linea con la devozione popolare. Abbiamo il dovere di pensare e di compiere una politica di servizio e non una politica di convenienza.Ovviamente, la politica di servizio non è operazione del solo Sindaco, ma di chiunque voglia o dichiari di interessarsi al pubblico bene.La lezione che ci viene da San Martino è quella dell’attenzione ai poveri;la risposta al bisogno della gente ci può rendere graditi al nostro Patrono e non certo la vocazione dei facili critici. “Cessiamo dal giudicarci gli uni gli altri…. Diamoci dunque alle opere della pace e alla edificazione vicendevole”.Questo insegna San Paolo nella lettera ai Romani (14, 13°-19). Non possiamo e non dobbiamo venire qui per contestare la pagliuzza nell’occhio altrui. Confidiamo nella misericordiosa protezione celeste che gratuitamente ci viene offerta, è il Cielo che ha compassione di noi e ci viene in aiuto.La nostra preghiera contiene la forte richiesta di sostegno per tutte le attività destinate alla Città e ai Cittadini. All’eccellentissimo Arcivescovo, a monsignor Rettore, alle Autorità qui presenti, ai devoti Martinesi io chiedo di pregare per la nostra Amministrazione Comunale, nella santa condizione del Corpo mistico e della fraternità in Cristo salvatore. Esprimo grati sentimenti di rispettoso saluto alle Autorità qui intervenute:alle presenze militari, alle Forze dell’Ordine, al Comitato Feste Patronali;un vivissimo grazie esprimo al Comandante Paolo Citta per la nutrita e qualificata presenza dell’Arma Azzurra.un abbraccio deferente alle nostre meravigliose confraternite ed al presidente del Comitato di Coordinamento; alle operose Società di mutuo soccorso Artigiana e Operaia;ai Club Service;alle Associazioni di volontariato, alle Associazioni culturali ed alle associazioni ed organizzazioni di promozione sociale e sindacale.Abbia l’Onnipotente, con l’intercessione di San Martino e di Santa Comasia, compassione di noi tutti e voglia per la Sua infinita bontà soccorrere i poveri, gli ammalati, i disoccupati, le famiglie, i giovani e gli anziani.
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